Blog personale di Rosa Monte: viaggi, miti e leggende che ho appreso durante i miei itinerari
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Breve approfondimento sul turismo equo-solidale

Equo perché si offre quello che si ha e si paga il giusto prezzo per averlo,
Solidale perché chi lo pratica vuole impegnarsi a mantenere la propria e l’altrui identità

Cosa deve essere il turismo ovvero cosa muove la gente a spostarsi dal proprio paese?

Indubbiamente la voglia di conoscere e poter vivere in ambienti e contesti diversi; una molla positiva perché permette alle persone di conoscersi e di entrare in contatto con mondi diversi dal proprio.

La nostra giovane associazione (di recente costituzione ma anche formata da giovani) vuole contribuire a recuperare un’idea ed una pratica giusta del agriturismo cividale e del “turismo” mettendo al primo posto la gente e l’ambiente nel quale questa vive.

Dunque non un turismo alternativo o a basso costo ma Turismo a costi giusti usando gli strumenti e le strutture esistenti.

Andare in Cile per condividere momenti di vita quotidiana con i Mapuche; in Marocco per conoscere dall’interno il mondo ed i ritmi di vita dei pescatori di Cala Iris; in Italia per affacciarsi con discrezione alla finestra della casa della gente di Carloforte….

Ascoltare le storie, aspirare i profumi, ascoltare i suoni ed i rumori, gustare i cibi. Viaggiare con gli stessi mezzi con i quali si sposta la gente comune, conoscere i loro costumi culturali, sociali , vivere nelle case dove loro vivono.
Questo é il nostro concetto di turismo: bussare alla porta di qualcuno e sperare di essere accolti nella sua casa!

Il turismo dei villaggi, crociere e grandi alberghi sta mostrando il suo prezzo salato sull’ambiente e sulle popolazioni locali, soprattutto nei paesi in via di sviluppo.
Questo tipo di turismo propone contesti autoreferenziali completamente distaccati dal luogo in cui si trovano, in cui si ricreano tempi, ritmi e condizioni di vita artificiale, uguale in qualunque parte del mondo.

Un turismo, quindi, completamente estraneo ai colori, sapori, ritmi e persone dei luoghi visitati. Oltre alla “scarsezza di contenuti – per così dire – umani”, questi viaggi producono anche degli effetti devastanti su luoghi, popolazioni, economie e culture. Dilapida il loro patrimonio culturale e naturale lasciando soltanto spiccioli e rifiuti. Inoltre il mantenimento delle strutture ricettive, usate per pochi mesi all’anno dai turisti, richiede un enorme spreco di risorse a discapito delle popolazioni locali: prati sempre verdi, piscine olimpioniche, asciugamani e lenzuola cambiati una volta al giorno in un paese dove scaseggia l’acqua non può che andare a danno degli abitanti del luogo e dell’ambiente circostante.

Anche l’aspetto economico non è da sottovalutare. Questa formula di turismo fa si che si creino dei microcosmi dentro i quali i soldi girano ma quasi arrivano a migliorare le condizioni di vita delle popolazioni residenti. Ciò non aiuta certo le genti dei paesi in via di sviluppo perchè per la maggior parte di essi il turismo è una delle principali voci di esportazione, ma i benefici sono ancora fortemente limitati dal fatto che solo una minima percentuale del reddito generato rimane nella destinazione, mentre percentuali che raggiungono il 70-80% vengono perse per l’importazione di prodotti ad uso turistico e soprattutto per il rimpatrio dei profitti da parte di imprenditori stranieri.

L’equità consiste nel saper apprezzare quanto ci viene offerto stabilendo un equilibrio tra esigenze di chi ospita e chi viene ospitato.
La solidarietà consiste nel rispetto delle specificità delle genti e dei luoghi e di quanto ci sarà possibile godere; non si chiederà nulla di più di quanto é possibile sia in termini di servizi che ritmi.

Dunque non servizi su misura per i visitatori, modificando ritmi e cadenze locali, ma condivisione; esattamente come quando si va a rendere visita a qualcuno e si mangia il cibo che ci ha preparato o quanto ci viene offerto.

Cercheremo questa condivisione con i popoli e paesi del sud del mondo, ma anche in Italia collaborando con persone e organizzazioni che hanno posto centro della loro attività l’essere umano ed il suo sviluppo: associazioni culturali, cooperative di pescatori, comunità di donne ed etnie.

Onda Anomala è Turismo Responsabile, è Turismo Equilibrio, praticato nel rispetto della natura e dell’uomo, e suo scopo è non solo l’interscambio, ma il permettere alle realtà locali di emergere e affermarsi come culture che possono molto insegnare alle nostre, e al nostro modello di vita in generale.

Quindi la proposta di visite in luoghi caratteristici, ricercati, “anomali”, cioè paradossalmente “cosi’ come sono”, in cui è tangibile il forte attaccamento alle radici ed alla propria identità di popolo e di uomo. Dove la quotidianeità dei piccoli gesti e usi di popoli lontani da noi, ci insegni ad amare la diversità e ci aiuti a confrontarci.